Per una volta sostengo Pannella.
In questa settimana, mentre io mi sono isolata dal mondo a sudare sulla tesi, nel mondo e soprattutto in Italia sono successe così tante cose che il commentarle tutte riempirebbe un intyero blog..
Cià, mentre aspettate che io abbia tempo per scrivere qualcosa di decente, giocate un po\' qui
(L\'ho trovato sul forum dell\'università, però per correttezza cito anche Maya che ha avuto questa idea prima di me)
Scuola dell\'obbligo a oltranza.
Tutti a scuola fino a 18 anni e lavoro alternato alla scuola. Si riferiscono a questi punti i due decreti legge approvati oggi dal Consiglio dei ministri che prevedono l\'obbligo scolastico e formativo fino a diciotto anni e percorsi di alternanza fra scuola e lavoro per gli studenti a partire dai 15 anni
L\'innalzamento del livello di scolarità, ha detto ancora Moratti, "avrà effetti positivi sui singoli studenti e più in generale sul sistema Paese. Tutte le statistiche nazionali e internazionali, infatti - ha osservato - concordano sul fatto che a livelli di istruzione e formazione più elevati corrispondono posti di lavoro più qualificati e più remunerati. Secondo L\'Ocse - ha precisato - ad ogni anno di istruzione e formazione in più corrisponde un punto in più del Pil.
La progressività dell\'innalzamento dell\'obbligo è un punto sul quale il ministro ha insistito: "la legge prevede complessivamente - ha specificato - l\'innalzamento da nove a dodici anni; quest\'anno sarà da nove a dieci, nel 2006 lo stanziamento in finanziaria ci consentirà di andare da dieci a undici e l\'anno successivo da undici a dodici. L\'innalzamento dell\'obbligo - ha spiegato - significa innalzare le capacità di conoscenza e competenza dei giovani e quindi dar loro l\'opportunità di un lavoro più qualificato e più remunerato.
Numerosi gli impegni e le precisazioni che il decreto legislativo prevede e dispone: Fra l\'altro parla espressamente della responsabilità dei genitori per l\'adempimento del dovere di istruzione e formazione, dispone che siano i Comuni a vigilare sull\'ottemperanza sia per quanto riguarda le scuole che i centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni, prevede servizi di orientamento delle scuole secondarie sulla base dei percorsi personalizzati di ciascun allievo con il coinvolgimento delle famiglie e delle istituzioni scolastiche e formative. Dispone inoltre sanzioni per i genitori inadempienti, l\'esenzione da qualsiasi tassa di frequenza per le scuole statali e un sistema di monitoraggio congiunto dei ministeri dell\'Istruzione e del Lavoro sull\'attuazione del decreto con relazione triennale al Parlamento.
secondo decreto approvato oggi prevede che gli studenti "che abbiano compiuto il 15esimo anno di età potranno realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, sia nei percorsi liceali sia in quelli dell\'istruzione e formazione professionale. Questa particolare metodologia -si legge nella nota- serve a rendere l\'apprendimento più attraente per i giovani, come raccomandato dall\'Unione europea".
(da Repubblica.it)
Questa discussione calza a fagiuolo con quella scatenatasi dal Coniglione la settimana scorsa. Lui si era reso conto che i ragazzi di oggi in gran parte non possiedono più nemmeno le basi elementari per un qualcosa che possa essere definita cultura generale.
E il governo che fa? Invece di migliorare l\'istruzione di base per tutti, che sta invece peggiorando a causa della mancanza di fondi, dei progetti ridicoli, della riduzione delle ore di insegnamento alla elementari e alle medie e del disinteresse che tutti, istituzioni, media, cittadini, genitori e alunni hanno verso la scuola, ecco che propone di strascicare l\'istruzione obbligatoria fino ai 18 anni.
Intendiamoci, è ovvio che IN TEORIA sarebbe una buona idea con cui concordare. Così come IN TEORIA lo era quella di introdurre in tutte le scuole l\'insegnamento di una seconda lingua. Solo che così come quest\'ultima iniziativa in pratica s\'è tramutata nel non insegnarne bene nessuna delle due (alle medie le ore di inglese sono diminuite, così come quelle di italiano e matematica, per far posto al francese), l\'innalzamento a 18 anni sarà un pastone che farà scadere ancora di più i livelli dell\'apprendimento di base. E\' inutile, ad esempio, innalzare l\'obbligo se contemporaneamente tagli il numero degli insegnanti di sostegno o dei mediatori culturali per ragazzi stranieri. Perché così non aiuti tutti, semplicemente l\'handicap iniziale resta lo stesso, e senza supporti adeguati rischia di rallentare la corsa di tutti. Tenere a forza sui banchi dei ragazzoni che non hanno alcuna volontà ne\' propensione allo studio può ottenere effetti molto controproducenti anche su quelli che di voglia di imparare ne hanno sul serio, soprattutto nei tecnici e nei professionali, che come al solito vengono relegate sempre di + a parcheggi per studenti di serie B, con professori costretti a fare gli assistenti sociali invece di poter insegnare qualcosa.
Non datemi della razzista! E\' proprio perché sto dalla parte dei deboli che parlo così. Chi è ricco, o ha una famiglia con certi valori, e può e vuole studiare sul serio, in vista di andare all\'università, si iscrive ai licei ed è a posto. E, in ogni caso, ciò che una formazione magari carante non può dargli glielo darà la sua famiglia, da cui potrà comunque riavare stimoli. Chi è svantaggiato per motivi-socio familiari, oppure vuole davvero acquisire delle competenze tecnico-professionali di un certo tipo, andrà al professionale o al tecnico. Dove merita di poter ricevere la migliore formazione possibile, non di ritroavrsi a stretto contatto con una massa di lucignoli a cui importa solo disturbare e far passare alcuni anni in attesa di fuggire finalmente dalla scuola.

(Dal Corriere.it)
Cosa ne pensate? Io trovo questa decisione gretta e asettica. Volete mettere la dolcezza che si prova nel vergare i propri pensierini via penna, magari su un foglietto colorato, magari con la penna che trema per l\'emozione, magari con una scrittura poco leggibile che sia capita solo dall\'amata?
E poi, secondo me, i bigliettini appesi trasmettono molto più calore e allegria di un cavolo di schermo.
Di riflesso, mi viene in mente un\'associazione col Muro del pianto. Sono stata a Gerusalemme, nell\'estate del 2000. Era un momento di tregua, ma si avvertiva un\'atosfera di tensione ad ogni respiro. La ricordo come la città più triste che abbia mai visto. Triste e greve nell\'animo ancor più che nell\'aspetto. L\'unico angolino "allegro", ironia della sorte, era, appunto, il Muro del Pianto. sapete perché? Perché per tradizione si possono laciare dei bigliettini con scritti i propri desideri. Erano ovunque: incastrati nelle fessure tra le pietre, appesi ai rami degli alberi, attaccati alle pareti. Erano la voce di un popolo ancora ricco di sogni e speranze in una terra tanto sofferente.
Visto che Giulietta s\'è dovuta adattare ai tempi, spero che almeno l\'Onnipotente non lo faccia...
IL KARMA DEI SACCHETTI.
So che rischio di risulare ripetitiva, ma ultimamente continuo a combinarne di tutti i colori.
Venerdì sono stata dal calzolaio. Dovevo:
a) ritirare un paio di scarpe che volevo assolutamente indossare in quel momento
b) togliere le scarpe che avevo su al momento del ritiro
c) riporle in un sacchetto e andarmene.
Ero sovrappensiero, ed evidentemente, forse a causa dell\'imminente esame di informatica, ragionavo per algoritmi peggio di un pc.
Così, quando il calzolaio arraffone mi ha convinta a fargli riparare anche le scarpe che avevo addosso, e io ho accettato, la mia mente era ormai così in fissa sulle istruzioni che prima di uscire ho arraffato un sacchetto qualsiasi che si trovava in negozio.
Immaginate la mia faccia quando, ormai alla fermata nel bus, mi sono ritrovata con in mano un paio di scarpazze non mie (e pure orribili, grigio maculato, con una puntazza inguardabile).
Solo che avevo una fretta immane e non ho potuto andare a riportarle subito. Così
a) In AULA STUDIO avrei perso bellamente il sacchetto, se un caro ragazzo non mi avesse rincorsa per segnalarmi la distrazione.
b)Â All\' ESAME ho rischiato di abbandonarlo alla sua sorte per ben due volte, nella prima e nella seconda aula, fortuna che ho avuto un\'illuminazione in extremis
c) sul TRENO PENDOLARI per andare da Nino sarebbe rimasto sotto il sedile, se una mamma giovane e sveglia non mi avesse tirato per il cappotto.
d) Ovviamente poi l\'ho scordato a casa della famiglia Quencampoix, cosa ve lo dico a fare?